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SITO ARCHEOLOGICO


Importanti scavi e reperti archeologici hanno caratterizzato il progetto del nuovissimo hotel.


LA STORIA ARCHEOLOGICA DEL RELAIS SAN LORENZO


Il passato antico della citta' di Bergamo rivive attraverso i reperti archeologici attorn o cui è sorto il progetto del Relais San Lorenzo. Storia, riqualificazione urbana e architettura contemporanea.
Il Relais San Lorenzo sorge in Piazza Mascheroni nel centro dell'antica "Citta' Alta". Durante i lavori di costruzione del Relais (2009-2013), grazie a pazienti scavi archeologici, si è svelata parte della ricca storia di Bergamo. Da questo luogo, modificatosi nei millenni per necessita' urbane, economiche e di potere, affiorano importanti testimonianze. Come sfogliando un libro, dove ogni carattere è inciso nella storia, dalle diverse stratificazioni del terreno emergono rovine di edifici abitativi e di infrastrutture, reperti archeologici risalenti al periodo del VI / V sec. a.c., all’eta' Tardorepubblicana ed Imperiale Romana (I sec. a.c. - III sec. d.c.), Medioevale e Rinascimentale (in uso fino al XVIII sec.).

Alcuni edifici conservano ancora leggibile la loro conformazione. Dalla pianta rettangolare di una domus romana (eta' Tardorepubblicana - prima meta' eta' Imperiale), alle strutture absidate ed intonaci dipinti (epoca Romana Imperiale), fino agli ambienti porticati, cantinati ed ai cortili ascrivibili tra l’eta' Bassomedioevale e del XVIII sec. Reperti recuperati e conservati lì dove oggi trova posto l’Hostaria, il ristorante del Relais.
Qui vi era un tempo la piu' antica Hostaria della citta' - detta della Croce Bianca - citata nel 1596 da Giovanni Da Lezze e descritta da Tommaso Bottelli nel 1758, alle cui mura, destinate al convivio, verranno accostate quelle ad uso militare della “Munizione della Paglia”.
Il Relais San Lorenzo è stato costruito soprattutto tenendo presente l’importanza di recuperare questo prezioso parco archeologico fino ad oggi nascosto.

L’originario Hotel San Lorenzo (ristrutturato negli anni 90) si affacciava su una piazza Mascheroni privata di una funzione precisa dalle demolizioni di fine '800; una sorta di lunga pausa nel tessuto cittadino mancante di ogni valenza aggregante. Da qui, l’esigenza di riconfigurare non solo l’edificio che avrebbe ospitato l’hotel, ma anche parte del tessuto urbano di Bergamo Alta, restituendogli carattere e valore. Un ponte tra passato e presente; l’integrazione armonica di reperti emersi dagli scavi, con l’attualita' del progetto Relais San Lorenzo. Rinnovamento che diviene anche tesoro visibile e fruibile.
Oggi, storia ed attualita' si fondono in un richiamo di reciproche fascinazioni.


PUBBLICAZIONI


SOPRINTENDENZA PER I BENI ARCHEOLOGICI DELLA LOMBARDIA: PUBBLICAZIONI


NOTIZIARIO 1988/1989 (pdf)

NOTIZIARIO 1994 (pdf)

NOTIZIARIO 2010/2011 (pdf)



LE ORIGINI


Dai Celti-Golasecchiani 2500 anni di storia.


Con ogni probabilita', il primo nucleo cittadino non nasce dal lato di Piazza Mascheroni, ma sul lato opposto della Citta' Alta.
Relais San Lorenzo
I Colli di Bergamo
Sembra infatti che il primo abitato celticogolasecchiano, del V secolo a.C, quello al quale si affida l’origine del nome Berg-heim, fosse collocato sulla cima del colle piu' elevato e proteso verso la pianura, e quindi in Sant’Eufemia - dove oggi è la Rocca, tra le attuali Piazze del Mercato del Fieno e delle Scarpe.
Confermano questa ipotesi alcuni ritrovamenti archeologici e la somiglianza con altri insediamenti collinari e pedemontani di questo tipo, posti soprattutto intorno ai laghi alpini del Canton Ticino; tendono invece a contraddirla i recenti ritrovamenti nella zona del Duomo e di Piazza Vecchia, fatto che lascia intendere come l’abitato golasecchiano non sia da intendere come un villaggio ma come una rete di piccoli villaggi.
Ricordiamo che i celti Orobi di Bergamo e di Como furono in contatto con la cultura di Hallstatt, con quella dei Campi d'Urne nel Nord continentale e pare anche con gli Etruschi. Si tratta quindi di una popolazione che, conoscendo la ruota e avendo una forma primordiale di scrittura e di monete, era dedita agli scambi e disponeva i propri abitati per questo motivo sempre vicino a vie di transito.
Quali fossero quelle in prossimita' di Bergamo non chiaro ma abbiamo la forte convinzione che si trattasse dei lunghi percorsi verso la valle Camonica, il passo del Brennero e il nord Europa. La zona di Piazza Mascheroni non sembra essere stata interessata da queste presenze e gli scavi archeologici degli anni scorsi - e che ora verranno completati– sembrano darne conferma.
E’ comunque molto probabile che nelle vicinanze, a sud del colle di San Giovanni, scorresse gia' in questi periodi così antichi l’antica via diretta verso ovest, la valle San Martino e l’area di Como.
Relais San Lorenzo
La Bergamo Romana - Disegno di Sandro Angelini 1974
Quando i celti furono sostituiti dai romani, si modifico' profondamente la struttura urbanistica della citta': essi ne ripianarono la zona centrale, sovrapponendo uno strato alla matrice golasecchiana precedente, per poi tracciare su di esso la nuova struttura morfologica del cardo e del decumano; quindi fu affiancato alle piu' antiche vie che seguivano l’andamento naturale del terreno – via Donizetti e Arena – il cosiddetto parallasse, composto dalle attuali vie Gombito e Colleoni.
La seconda importante novita' morfologica romana fu la costruzione delle mura – certamente piu' di un tracciato – sulla cui localizzazione sono state nel tempo formulate molte ipotesi da parte di diversi studiosi. Una di queste – prodotta da Sandro Angelini nel 1974 - è raffigurata a lato, anche se essa ci appare piuttosto incerta nella disposizione ipotizzata proprio sul lato occidentale di piazza Mascheroni.
Ricordiamo che in questo periodo appena fuori le mura esisteva l’arena – nella zona dell’attuale Cittadella sulle pendici settentrionali del colle di S.Giovanni - la perduta Basilica Alessandrina - del IV secolo d.C., demolita durante la costruzione delle mura venete - così come le tre antiche necropoli di cui si ha sicura traccia - poste verso Borgo Canale sulla via per la valle San Martino e Como - in zona Porta Dipinta – sulla via verso le valli orientali (Seriana e Camonica) - e in Sant’Alessandro, sulla via verso Milano e la pianura.
L’area di progetto – indicata come prima dal rettangolo in colore - è interna alla citta' murata romana anche se ne è certamente al margine, affermazione confermata dai reperti ritrovati in situ di una delle piu' antiche cinte murarie romane.
Relais San Lorenzo
300 dc - Mura Romane
L’arena presto scompare forse per un terremoto ma piu' probabilmente perche' i suoi preziosi materiali lapidei sono riutilizzati per realizzare nuove cinta murate e altre costruzioni cittadine.
Infatti Bergamo medievale si espande e quasi raddoppia la propria estensione includendo molti borghi fuori porta, alcuni dei quali sorti gia' in precedente epoca romana; non solo ma estende anche la propria diretta influenza in alcune aree esterne – la fara longobarda vicina a Sant’Agostino o il prato di Sant’Alessandro in pianura, dove peraltro gia' nel 908 è documentato lo svolgimento di un mercato annuale.
Gia' in epoca Medioevale la citta' fu cinta da mura, che si spingevano sino ad includere l’intero abitato di Borgo Canale.
Sembra che la zona di Piazza Mascheroni intorno al X secolo sia stata oggetto di una certa attivita' edilizia, ancora oggi testimoniata dalla Torre del vescovo Adalberto e dalla costruzione del castrum gentilizio dei La Crotta, entrambi poi assorbiti nella attuale Cittadella.
Relais San Lorenzo
1300 - Bergamo Medioevale
Quando nel 1098 viene fondato il libero comune di Bergamo esiste ormai un chiaro rapporto tra la citta' entro e quella fuori le mura, parti che prima erano legate solo alla presenza fisica delle porte – comunantia Portae – ma che ora invece si strutturano in vicinie, veri e propri quartieri che includono sia gli abitanti della citta' che quelli dei contigui sobborghi.
Entro le mura sorgono decine di torri – Luigi Angelini nella mappa a lato ne riconosce quasi 50 – ciascuna delle quali è ascrivibile a una delle diverse famiglie presenti in citta' – Suardi, Colleoni, Rivola e altre, spesso in lotta reciproca.
Tra queste va ricordata la torre del Gombito – del 1100, alta 64 metri ma poi abbassata a 52 dagli austriaci – che ancora oggi segna lo skyline della citta'.
In questo periodo, Bergamo lega il proprio sviluppo alla presenza ecclesiastica delle chiese, delle pievi, dei monasteri e dei conventi: Astino nasce nel 1107, San Fermo nel 1156, S.Agostino e S. Francesco nel 1290, la Maddalena nel 1342 – e con essi al sistema di regolamentazione e distribuzione delle acque nella pianura. In particolare viene costruito verso la fine del 1100 il Fossatum communis Pergami – l’attuale roggia Serio, che costituisce ancora oggi la matrice dello sviluppo urbanistico della citta' bassa.
La zona di Piazza Mascheroni vive in questo periodo un profondo mutamento: quando nel 1315 i Visconti di Milano divengono signori di Bergamo, e per ragioni militari sia di difesa che di controllo del territorio creano un grande recinto murato nella parte ovest della citta' – indicato dalla linea in colore - che include l’intero colle di San Giovanni dividendo in due parti la citta' murata.
Relais San Lorenzo
1693 - La citta' e i borghi di Bergamo prima delle Mura Venete ad opera di Alvise Cima
Questo taglio è evidente nella successiva raffigurazione La citta' e i borghi di Bergamo prima delle Mura Venete ad opera di Alvise Cima del 1693.
Si nota in particolare la presenza della antica Porta Sant’Alessandro (A), disposta lungo l’attuale via Arena, l’antica Chiesa di San Martino (B) e la Porta del Soccorso (C) rivolta verso la Basilica Alessandrina(D) e Borgo Canale(E).
La zona di Piazza Mascheroni appare densamente edificata, e presenta un fronte con edifici di diversa altezza. Lungo via Boccola riporta un fronte continuo, appartenente all’edificio a L con cortile interno che si sviluppa immediatamente a ridosso della Chiesa del Carmine (F).
Relais San Lorenzo
'700 - Gio. Antonio Urbani, Disegno primo della Cittadella
Il recinto visconteo del 1335 – la cosiddetta Firma Fides - verra' ulteriormente militarizzato con la costruzione dell’Hospitium magnum nel 1381, per l’alloggiamento dei militari.
Difficile capire cosa fosse presente nella zona di Piazza Mascheroni prima della Firma Fides: Labaa e Macario fanno notare che per diverse ragioni - ivi compreso il fatto che il muro verso la piazza è perfettamente rettilineo – si possa ragionevolmente sostenere che questo grande complesso militare sia stato realizzato non sulle fondamenta di preesistenti costruzioni, bensì su terreno vergine. Questa considerazione è confermata dagli scavi in Piazza Mascheroni di cui si riporta notizia in fondo a questo documento.
E’ inoltre probabile che tra questo muro e l’abitato esistesse anticamente un fossato difensivo, cui si riconduce la ragione del nome pantano attribuito alle due antiche porte disposte sul lato di via Boccola.
Relais San Lorenzo
1693 - Alvise Cima, La Citta' Veneta
Dopo che nel 1427 Bergamo è annessa alla Serenissima Repubblica Veneta, vengono avviate grandi opere di riforma della citta': si costruisce innanzitutto una grande cinta murata daziaria – le Muraine – che si diparte dal colle e racchiude l’intero prato di S.Alessandro, dove ormai è fiorente la Fiera; si unificano tutti gli hospitali cittadini nell’ospedale grande di San Marco, posto in citta' bassa, e che tra l’altro puo' anch’esso costruire botteghe commerciali e tenerne l’affitto; si interviene sul palazzo comunale (oggi palazzo della Ragione la cui presenza è gia' citata dal XII sec.), si completa la Piazza Vecchia, sostituendo il Duomo con l’attuale, opera del Filarete, e facendo affrescare dal Bramante la facciata del Palazzo del Podesta'.
La lastricatura dello spazio adiacente alla Cittadella avviene nel 1461, quando a questo luogo viene affidato il nome di Piazza Nova - nuova perche' distinta dalla Piazza Vecchia sede del Comune.
Anche la Cittadella subisce diversi rafforzamenti e riparazioni e diviene persino sede del Capitano veneto. Ma stanti le sue intrinseche debolezze strutturali e militari, nel 1518 i veneti ne decidono la dismissione, restituendo l’area alla citta', cosa che pone le basi per un nuovo ruolo per la zona di Piazza Mascheroni.
Relais San Lorenzo
1626 - La Citta' Veneta ed i Borghi
Difatti, quando i veneti ritornano a Bergamo dopo la breve occupazione francese e spagnola tra il 1510 e il 1520, avviano una seconda intensa fase di interventi e rinnovamenti urbani: tra il 1561 e il 1590 costruiscono le possenti mura cittadine, quindi ricostruiscono il Palazzo della Ragione con l’Isabello - incendiato dagli spagnoli sette anni prima – e realizzano il Forte di San Benedetto sul colle di Santo Stefano.
Cio' che è piu' importante per noi è la trasformazione della Piazza Nova in sede di mercati e di tornei, e quindi il progetto molto ambizioso di riorganizzazione del 1520 con la costruzione, tra l’altro, del loggiato ancor oggi visibile all’interno della facciata di palazzo Roncalli da parte di Andrea Ziliolo.
Sul lato orientale dalla ex-Cittadella, vengono costruite alcune botteghe commerciali, tali botteghe sono ben visibili nella mappa seicentesca.
La citta' è rappresentata tra l’altro in una forma nuova e molto sintetica: il tessuto minuto della citta' storica è ridotto al disegno dei soli isolati, mentre prendono evidenza tridimensionale i caposaldi urbani, costituiti dalla Cittadella, dai conventi del Carmine di S.Agata, dalla Chiesa di San Salvatore e da quella di San Biagio, dal complesso di Santa Grata e dalla Chiesa di San Martino.
Relais San Lorenzo
1704 - P. Mortier, La Citta' Veneta
Questa modalita' di lettura e rappresentazione dello spazio urbano viene utilizzata anche all’inizio del ‘700 dal Mortier.
E’ significativo notare come egli concentri la propria attenzione piu' che sulla citta' murata sui borghi esterni, sulla tessitura dei campi coltivati, sulla rete viaria e su quella idrica. La zona di Piazza Mascheroni, interna al perimetro murato, non ci fornisce quindi nuove informazioni.
Per capire cosa sia avvenuto nel dettaglio è meglio quindi far riferimento ad altre raffigurazioni.
Relais San Lorenzo
1693 - Alvise Cima, La Citta' Veneta
Questa veduta del Cima, per iniziare, mostra una particolare singolarita': l’angolo tra la Piazza Nuova e via Boccola appare decisamente arrotondato.
Che non si tratti di una imprecisione grafica è evidente nel successivo Catasto napoleonico. Si notino tra l’altro:
- le botteghe addossate alla Cittadella sul lato occidentale della piazza;
- il fronte continuo edificato sul lato opposto - quello oggi in parte occupato dall’Albergo San Lorenzo e dagli scavi archeologici - e come questo non appaia perfettamente rettilineo.
Relais San Lorenzo
1812 - Catasto Napoleonico
Il fronte su Piazza nuova è continuo, ma alcuni edifici interrompono la linearita' della cortina sporgendosi con un volume a forma triangolare.
Si noti tra l’altro la presenza dei grandi cortili, in particolare quelli di Sant’Agata, del Carmine e quello disposto tra la Piazza Nuova e la Chiesa.
Relais San Lorenzo
1840 - Catasto Lombardo-Veneto
Il Catasto lombardo-veneto del 1840 riporta un assetto certamente piu' fedele dei precedenti.
Esso non solo conferma quanto prima descritto, ma suggerisce anche l’intenzione di procedere a una rettifica del fronte orientale della piazza, data la presenza del segno rettilineo tracciato sulla mappa.
Gli edifici d’angolo tra la piazza e via Boccola sono scomparsi, ma non ancora il loro sedime arrotondato.
Disponiamo fortunatamente di una veduta che ci permette di immaginare l’aspetto di questa parte della citta' in questi anni.
Si notino in particolare le botteghe addossate alla Cittadella.
Relais San Lorenzo
1850 - Bettinelli P.za Nuova
L’intenzione di ridefinire e risanare lo spazio urbano diviene presto una necessita' : “Nella citta' alta … esistono vie strette e tortuose che privano di aria e di luce le case, che in special modo sono addossate alla collina,e che pel lungo volgere degli anni sono pericolose, inabitabili; una diligente ispezione municipale fu causa che si ordinassero non poche demolizioni e restauri con assoluto vantaggio delle localita' piu' insalubri”, citazione tratta dal Resoconto morale del Comune per il periodo giugno 1864-novembre 1865.
Di conseguenza il Comune procede nella meta' del XIX secolo a un importante intervento sulla piazza:
- si demoliscono le botteghe sul lato della Cittadella;
- si demolisce il “diroccato fabbricato” attiguo alla Chiesa del Carmine, di proprieta' comunale, la cui vendita è deliberata nel 1838 (come riportato da Cappellini);
- si costruiscono i piccoli volumi indicati con il tratteggio a righe orizzontali addossati alla Chiesa del Carmine.
Relais San Lorenzo
1840-1855 - Demolizioni
Cappellini sottolinea anche come tali “demolizioni finiranno con lo svuotare questo lato della piazza” modificandone profondamente le caratteristiche urbanistiche originarie.
All’inizio del ‘900 quindi l’assetto si è modificato e corrisponde grossomodo all’attuale: l’angolo tra la piazza e via Boccola non è piu' arrotondato ma quasi retto, e per la prima volta compare l’attribuzione di questo spazio a Lorenzo Mascheroni.
Relais San Lorenzo
1903 - Catasto
Gli interventi ottocenteschi – basati anche su una legge apposita del 1885, la cosiddetta legge sui bassi di Napoli che consentiva l’esproprio con una perizia giudiziale per effettuare le demolizioni risanatrici - sono solo i primi segnali della volonta' di adeguamento del tessuto urbano insalubre di Citta' Alta culminata nel Piano di Risanamento di Citta' Alta di Luigi Angelini, del 1934, vincitore del relativo Concorso del 1928.
Si esprime in questo modo un atteggiamento verso la citta' storica che, per essere oggi compreso a fondo, richiede uno sforzo interpretativo particolare e soprattutto la lettura di una citta' preesistente come un ambiente cui si attribuisce scarso valore, fatta eccezione solo per i monumenti, sia civili che religiosi.
Relais San Lorenzo
1934 - Luigi Angelini Progetto per Risanamento di Citta' Alta
Nel Piano dell’Angelini a lato si notano in punteggiato le demolizioni – compresa la prevista rimozione degli edifici addossati alla Chiesa del Carmine costruiti nell’800 – e in nero gli edifici da ricostruire. Con doppia linea nera, i nuovi percorsi automobilistici.
Relais San Lorenzo
1975 - Ristorante Il Giardinetto
L’insieme di questi interventi si conclude nella creazione del cosiddetto Ristorante Giardinetto, con pergolato e gioco delle bocce.
Nel 1990 l'inizio di lavori per la realizzazione di autorimesse interate porta alla luce la citta' romana e medioevale tombata a fine '800 con la realizzazione del muro perimetrale, tutt'ora esistente. Contestualmente prende il via la realizzazione del piccolo Hotel San Lorenzo, completata nel 1996. Le autorimesse non verranno mai realizzate ed il terreno rimasce parzialmente scavato fino ai lavori di costrurzioen del nuovo Relais San Lorenzo
Relais San Lorenzo
1996 - Hotel San Lorenzo e scavi a vista


RILIEVI PLANIMETRICI DEL SITO ARCHEOLOGICO




Relais San Lorenzo
* Piano Ristorante.


Relais San Lorenzo
* Piano Lounge.


DIDASCALIA


Relais San Lorenzo 1) Eta' Romana Tardorepubblicana (300 AC)
Relais San Lorenzo 2) Eta' Romana Imperiale (300 DC)
Relais San Lorenzo 3) Eta' Medioevale (XV-XVI Secolo)
Relais San Lorenzo 4) Eta' Rinascimentale (XVI-XVII Secolo)
Relais San Lorenzo 5) Eta' Post-Rinascimentale (XVII-XVIII Secolo)
Relais San Lorenzo 6) Eta' contemporanea (fine XVIII Secolo)


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